Caritas Parrocchiale – 3° di Quaresima

Dal messaggio di Papa Benedetto XVI per la Quaresima – III domenica

Un altro aspetto su cui il Papa ci invita a riflettere durante la quaresima è la pratica della elemosina, che non deve essere intesa soltanto come aiuto economico a chi è nel bisogno, sarebbe troppo facile!

Elemosinare significa liberare il nostro cuore dalle cose materiali che ci impediscono di essere disponibili e aperti a Dio e al prossimo; è condivisione contro l’idolatria dei beni che rende l’uomo infelice perché colloca le cose materiali al posto di Dio, che è Amore. Questo dono d’amore di Dio nei nostri confronti non deve esaurirsi in noi stessi, ma è dono che si rinnova tanto più lo condividiamo: allora elemosinare è dare ma prima ancora darsi: tempo, ascolto, dialogo, compassione. Come la Samaritana quando ha riconosciuto che Gesù è il Messia e corre in città ad annunciarlo a tutti, così anche noi dobbiamo attingere dall’incontro personale col Cristo, dissetarci alla sua fonte per poi donarci al prossimo. In un mondo globalizzato anche i popoli geograficamente distanti sono il nostro prossimo, che ci chiede “dammi da bere”!

Così il Papa commenta il Vangelo di questa settimana:

La domanda di Gesù alla Samaritana: “Dammi da bere” (Gv 4,7), che viene proposta nella liturgia della terza domenica, esprime la passione di Dio per ogni uomo e vuole suscitare nel nostro cuore il desiderio del dono dell’ “acqua che zampilla per la vita eterna” (v. 14): è il dono dello Spirito Santo, che fa dei cristiani “veri adoratori” in grado di pregare il Padre “in spirito e verità” (v. 23). Solo quest’acqua può estinguere la nostra sete di bene, di verità e di bellezza! Solo quest’acqua, donataci dal Figlio, irriga i deserti dell’anima inquieta e insoddisfatta, “finché non riposa in Dio”, secondo le celebri parole di sant’Agostino.

 

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