Costruzione originale della chiesa

La colonna di granito sormontata da un capitello romanico che si trova nel lato destro del presbiterio ci riporta all’origine della Chiesa. Capitello marmoreo proveniente da Laus Pompeia
Siamo nel 1158 quando l’ imperatore Federico Barbarossa, dopo la distruzione di Laus Pompeia (che sorgeva dove è l’attuale Lodi-Vecchio), promosse l’ edificazione di una nuova città sul Colle Eghezzone. Le rovine dell’antica città potevano offrire materiale da costruzione per gli edifici della nuova città. Così la colonna di granito con il relativo basamento e il capitello furono recuperati fra le rovine di Laus Pompeia e trasportati qui per la costruzione della chiesa. Troviamo conferma in questa congettura nell’osservazione del materiale che è alquanto rovinato poiché ha sofferto i colpi della distruzione e del trasporto. Questa colonna tuttavia non è l’unico reperto proveniente da Laus Pompeia, perché altri capitelli sono sulle lesene della parete laterale della navata di sinistra. Nella terza colonna di destra della navata centrale, grazie ad una apertura nella parte superiore, possiamo osservare un capitello circolare. Ciò ci fa comprendere che all’interno delle colonne cilindriche in mattoni ci sono preesistenti colonne e capitelli in materiale lapideo. Queste osservazioni, unite ai risultati di altre indagini tecniche, permettono di ipotizzare quale poteva essere la costruzione originaria della chiesa.

Capitello marmoreo proveniente da Laus PompeiaAll’origine, la chiesa era in stile romanico con una struttura a pianta basilicale, con tre navate, con tre absidi semicircolari. Non c’erano le cappelle laterali. La copertura era a capriate in legno (se si ispeziona il sottotetto si possono vedere le tracce delle decorazioni in cotto sottostanti le capriate e gli alloggiamenti per gli appoggi sulle mura delle vecchie travi di legno).

La foto dell’interno della chiesa di San Silvestro di Nonantola, riportata a QUI, ci dà l’idea di come si presentava la costruzione originaria di San Lorenzo.

Attraverso la finestra storica che abbiamo aperto, osserviamo ora il vissuto di Fede della Comunità:

Laus Pompeia era distrutta. Gli abitanti costretti ad abbandonare le proprie case. Alcuni gruppi trovarono ospitalità presso i villaggi rurali circostanti. Altri emigrarono in località più lontane. Altri raccolsero l’invito del Barbarossa e si trasferirono a qualche chilometro di distanza, sul Colle Eghezzone, dove si impegnarono a ricostruire la Città. Prima si sistemarono in tende o alloggi di fortuna, poi man mano che la costruzione della città procedeva, in case in muratura. E’ significativo osservare come nella ricostruzione, insieme alle case, si siano volute edificare le chiese. Si sono così costituite le “parrocchie” nel significato etimologico della parola: “case intorno alla Chiesa”. Nella ricostruzione le chiese mantennero le antiche dedicazioni e intorno ad esse si sono conservati gli antichi legami parrocchiali. Così Guifredo, Preposto di San Lorenzo in Laus Pompeia (Nota 1), i canonici del Collegio e i parrocchiani, si impegnarono nella costruzione di una nuova chiesa sempre dedicata a San Lorenzo in mezzo alle loro abitazioni. Per la costruzione recuperarono materiale dalle rovine di Laus Pompeia: colonne, capitelli, basamenti lapidei, mattoni e quant’altro poteva essere utile. Possiamo immaginare il lavoro, la fatica, i sacrifici, che accompagnarono la costruzione della nuovo edificio sacro, ma possiamo immaginare anche la gioia e la consolazione di potersi riunire in una chiesa tutta propria, dedicata, come quella antica, ancora a San Lorenzo. Infatti poter pregare insieme, affidare al Signore le vicende tristi e liete della vita parrocchiale, delle famiglie, dei singoli, era certamente fonte di consolazione e di speranza.

Capitello marmoreo proveniente da Laus PompeiaSan Lorenzo, probabilmente, fu la prima chiesa in Lodi Nuova ad essere completata, prima ancora della cripta della Cattedrale che fu solennemente inaugurata con la traslazione delle reliquie di San Bassiano il 4 Novembre 1163, alla presenza dello stesso imperatore Federico Barbarossa. Infatti la chiesa di San Lorenzo era relativamente piccola e richiedeva meno lavoro della Cattedrale. Inoltre possiamo supporre che il Capitolo dei Canonici avesse una dotazione di beni e quindi potesse disporre dei mezzi necessari per condurre a termine celermente la edificazione della chiesa.

La nicchia ricavata durante i recenti restauri - Parrocchia di San Lorenzo - Diocesi di LodiA lato della cappella del Crocifisso, a sinistra, è stata ricavata durante i recenti restauri per evidenziare il ritrovamento di un battente di una porta laterale della chiesa primitiva. Si possono osservare i cardini di questa porta. Tale ritrovamento ci attesta che nella ricostruzione originaria non esistevano le cappelle laterali. Esse si sono ottenute sfondando le pareti in modo da sfruttare lo spazio segnato dalle prospicenze dei contrafforti laterali.

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